
martedì 15 settembre
A Kobanê sepolte le salme dei detenuti, a Cizîrê bloccate le strade per il caro carburante
Kobanê: sepolture e commissione d'inchiesta
Ronahî: Ieri abbiamo parlato dell'incendio nel carcere di Kobanê. Oggi migliaia di abitanti della città hanno accompagnato al cimitero cittadino i resti di nove detenuti.
Ronahî: I loro nomi sono stati letti: Ehmed Mihemed Eqîl, Bozan Dalî, Şêrewan Şevxan, Elî Îsa, Ezîz Reşîd, Delîl Şêx Elî, Xalid Mihemed, Mehmûd Mistefa e Elî Eqîle. Durante la cerimonia è stata portata anche la foto del combattente di Hesekê Samî Şêxmûs Hiso, che aveva perso la vita in un attacco.
Kamîran: Cioè nove persone in un incendio durato due giorni dentro un carcere. Non è solo un problema di sicurezza, è una questione di responsabilità.
Ronahî: Giusto. Îlham Ehmed, copresidente del Dipartimento Relazioni Esterne dell'Amministrazione Autonoma, a Kobanê si è incontrata con il vicegovernatore della provincia di Aleppo Elî Henora e con il capo della sicurezza Mecid El Dîn El Şêx e ha annunciato la creazione di una commissione d'inchiesta.
Ronahî: Mazlûm Ebdî, consigliere della presidenza siriana, ha espresso le condoglianze alle famiglie e ha detto che le parti interessate hanno avviato un'indagine ampia e trasparente i cui risultati saranno comunicati chiaramente. Si è anche incontrato con il governatore della regione di Kobanê Îbrahîm Muslim; secondo loro, oltre ai nove deceduti, diciassette persone sono rimaste ferite.
Kamîran: Ma fino a ora non sappiamo come sia scoppiato l'incendio: resta una domanda aperta.
Ronahî: Proprio così: nelle informazioni attuali la causa dell'incendio non è stata indicata. Entrambe le parti hanno parlato solo di indagini e di nuove misure.
La crisi del carburante a Cizîrê
Kamîran: Passiamo alla parte economica. Nella regione di Cizîrê la decisione del governo di transizione sul prezzo del carburante ha bloccato strade e mercati.
Ronahî: A Til Temir è il secondo giorno che gli abitanti bloccano la strada internazionale M quattro e chiedono che l'aumento venga revocato. Anche a Çilaxa i mercati non hanno aperto e il trasporto pubblico è quasi fermo.
Ronahî: La ricaduta non riguarda solo le strade: a Hesekê gli abitanti protestano per il prezzo del pane, dei trasporti, del carburante e dell'elettricità, e dicono che il gasolio per il riscaldamento non è ancora stato distribuito, anche se l'inverno si avvicina.
Kamîran: Cioè la stessa decisione in tutte e tre le aree ha provocato le stesse lamentele: i prezzi salgono, i redditi restano fermi.
Ronahî: In sintesi, sì. Accade nel momento del passaggio dei settori energia e carburanti al governo di transizione; anche gli agricoltori sono ancora in attesa dei pagamenti per il raccolto.
Manifestazioni per la lingua curda
Kamîran: Anche le iniziative per la lingua curda di cui parlavamo ieri non si sono fermate.
Ronahî: No, oggi a Til Temir, Dêrik e Amûdê abitanti e studenti sono scesi in piazza. Chiedono che il curdo diventi lingua principale nei materiali didattici, non solo tre lezioni alla settimana.
Ronahî: Anche a Qamişlo il Congresso Islamico Democratico ha rilasciato una dichiarazione: Mele Silêman Ehmed Elî l'ha letta e ha espresso sostegno al diritto all'istruzione in lingua curda.
Kamîran: E la base del contenzioso è una decisione del mese scorso.
Ronahî: Esatto: il ventisette agosto duemilaventisei il governo di transizione ha modificato il regolamento del ministero dell'Istruzione; il curdo è stato riconosciuto come lingua nazionale, ma il numero di lezioni è stato ridotto. Insegnanti e studenti di Hesekê dicono che tre lezioni non bastano.
Attacco all'Iran e militante del PJAK scomparso
Ronahî: Due fatti dall'Iran. Il primo: ieri notte attacchi con missili e droni su Sulaymaniyah, contro le sedi dei partiti curdi.
Kamîran: Cosa sappiamo sulle conseguenze?
Ronahî: Niente. Non si sono ottenute informazioni sull'esito dell'attacco e i partiti curdi non hanno rilasciato dichiarazioni. La notizia proviene da un'agenzia iraniana e la riportiamo come un'affermazione.
Ronahî: Il secondo: il PJAK ha dichiarato che il suo militante Sîrwan Hebîbî è stato arrestato il nove settembre dalla forze iraniane nella città di Kamyaran e da allora è scomparso. Secondo il partito è stato catturato in un'imboscata ed è stato sottoposto a torture. Da parte di Teheran non c'è stata alcuna risposta.
Kamîran: Oggi ricorre anche il quarto anniversario della morte di Jîna Emînî.
Ronahî: Sì. Suo padre, Emced Emînî, ha diffuso un messaggio dicendo che dopo quattro anni il loro dolore non si è attenuato. Anche Kongra Star e le forze di difesa delle donne del Kurdistan orientale hanno pubblicato dichiarazioni per l'anniversario.
Ucraina
Kamîran: E prima di chiudere, una notizia dall'Ucraina.
Ronahî: In un attacco ai depositi di un'azienda agricola nella città di Pryluky, nella regione di Chernihiv, tre persone hanno perso la vita e altre sette sono rimaste ferite.
Ronahî: La polizia locale ha detto che l'edificio ha subito danni, ma il tipo di arma non è stato precisato. Mosca non ha rilasciato dichiarazioni sull'episodio.
Kamîran: Cioè anche qui, come a Sulaymaniyah, ha parlato solo una parte.