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mercoledì 2 settembre

Attacchi israeliani su Gaza: quattro vite perse; esplosione di un deposito di munizioni a Idlib: cinque vite perse; proteste nel Rojava contro la limitazione del curdo proseguono

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Attacchi israeliani su Gaza

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Ronahî: Oggi almeno quattro persone hanno perso la vita negli attacchi aerei israeliani sulla città di Gaza. Fra queste ci sono due bambini e una donna; alcune altre persone sono rimaste ferite.

Ronahî: Secondo il direttore generale dell’Ufficio Stampa del governo di Gaza, Ismail El Sawabita, una forza speciale israeliana ha tentato un’operazione in città, ma, una volta individuata, l’esercito ha cominciato un bombardamento per coprirne il ritiro.

Kamîran: Dunque l’attacco aereo è seguito all’operazione terrestre. Che cosa ha dichiarato Israele al riguardo?

Ronahî: Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha riferito che un alto comandante di Hamas è stato catturato. Oltre questa informazione, non sono stati resi noti altri dettagli sull’operazione.

Esplosione di un deposito di munizioni a Idlib

1:25

Ronahî: Anche a Idlib il numero delle persone che hanno perso la vita in un’esplosione è salito a cinque, secondo quanto comunicato dalla Direzione Sanitaria di Idlib. In precedenza si era parlato di due vittime e cinque feriti.

Kamîran: Che cosa ha provocato l’esplosione?

Ronahî: L’esplosione si è verificata oggi intorno alle ore quattordici nella città di Bensh. Secondo le prime informazioni, un veicolo carico di munizioni è esploso, ma la causa e l’origine dell’esplosione non sono ancora chiare.

Kamîran: Un veicolo pieno di munizioni in mezzo alla città: significa che ci sono ancora residuati bellici in questa zona.

Proteste contro la limitazione del curdo

2:04

Ronahî: Nel Rojava proseguono le proteste contro la decisione del ministero dell’Istruzione del governo provvisorio siriano. Con questo provvedimento, l’insegnamento in lingua curda è stato limitato a tre ore settimanali.

Ronahî: Oggi gli abitanti di Derbesiye sono scesi in piazza nel mercato centrale della città. Residenti, membri di organizzazioni e consigli della società civile, rappresentanti di partiti politici e dei movimenti giovanili e femminili hanno partecipato alla manifestazione, definendo la misura un segno di emarginazione della lingua curda.

Kamîran: E non solo a Derbesiye, giusto?

Ronahî: No, anche a Hasaka e a Kobanê studenti e docenti universitari hanno organizzato iniziative. A Hasaka gli studenti hanno letto una dichiarazione in curdo e in arabo davanti alla sede del consiglio comunale. Docenti e studenti affermano che limitare l’insegnamento delle materie scientifiche nella lingua madre influirà negativamente sulla salute mentale e sul rendimento degli studenti.

Kamîran: Anche le organizzazioni delle donne si sono espresse.

Ronahî: Sì. Il Coordinamento delle Comunità delle Donne del Kurdistan ha sottolineato che, sebbene la decisione riconosca il curdo come lingua nazionale, in ambito scolastico esso viene limitato a poche lezioni, e ha invitato la popolazione a non accettare un’istruzione senza la lingua madre.

Scontri nella campagna di Suwayda

3:28

Ronahî: Nella campagna occidentale di Suwayda sono ricominciati i combattimenti con armi pesanti e colpi di obice. Gli scontri si svolgono tra le Forze di Sicurezza Interna e un gruppo denominato Guardia Nazionale.

Kamîran: Sembra che si tratti di una ripresa.

Ronahî: Sì. Dopo gli intensi combattimenti proseguiti dalla sera di ieri fino all’alba di oggi, si era registrata una pausa tesa, ma poi gli scontri sono ripresi in diversi punti. Almeno dieci persone sono rimaste ferite e la tensione per la sicurezza nella zona rimane elevata.

Risoluzione delle Nazioni Unite per le donne in cerca dei dispersi

4:02

Kamîran: In chiusura, una notizia delle Nazioni Unite collegata alla situazione siriana.

Ronahî: Sì, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che proclama il diciannove dicembre come Giornata Internazionale delle Donne in cerca dei Dispersi. La risoluzione è stata presentata dalla Siria.

Ronahî: Il testo riconosce gli sforzi di queste donne nella ricerca dei propri cari dispersi e pone l’accento sulle conseguenze che esse affrontano in questo cammino.

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