
venerdì 18 settembre
Le vittime del carcere di Kobane salgono a dieci; proteste in Siria contro il caro carburante
Kobane: l'incidente nel carcere
Ronahî: Mesûd Hemo Reşo, rimasto ferito nell'incidente al carcere centrale di Kobane, ha perso la vita la scorsa notte in un ospedale della città di Aleppo. Con lui il numero delle persone che hanno perso la vita in questo incidente è salito a dieci.
Ronahî: L'incidente è avvenuto il dodici settembre, durante un incendio nel carcere. Quel giorno nove detenuti avevano perso la vita e diciassette persone erano rimaste ferite.
Kamîran: Ieri ne avevamo già parlato. Oggi la novità è che il numero è aumentato e resta aperta la domanda: chi è responsabile.
Ronahî: Le famiglie delle vittime chiedono che tutti i responsabili siano individuati e chiamati a rispondere davanti alla legge, senza distinzioni. Finora però non è stato reso pubblico alcun risultato di un'indagine ufficiale, né è stata chiarita la causa dell'incendio.
Kamîran: E oggi a Kobane c'è stato anche un grande incontro, vero?
Ronahî: Sì. Il consigliere della presidenza siriana Mazlûm Ebdî e il comandante della brigata di Kobane Mehmûd Berxwedan hanno tenuto un incontro con la popolazione. Ebdî ha parlato dell'incidente nel carcere e ha ricordato che dopo la morte di Sîpan Hiznî ci sono state proteste e in seguito sono stati arrestati diversi giovani.
Ronahî: L'uccisione di Sîpan Hiznî è stata criticata anche dagli intellettuali della regione; dicono che esiste il timore che episodi come questo possano essere usati per riaccendere contrasti tra le comunità locali.
La lingua curda nell'istruzione
Kamîran: Un'altra questione che avevamo già segnalato ieri continua oggi con nuove voci: la decisione sulle ore di lingua curda.
Ronahî: Il consiglio delle donne del consiglio delle famiglie dei martiri di Til Temir ha rilasciato una dichiarazione davanti alla propria sede e ha respinto la decisione del ministero dell'istruzione siriano che limita le lezioni di lingua curda a sole tre ore settimanali. Affermano che l'istruzione in curdo è un diritto culturale e linguistico.
Ronahî: La dichiarazione è stata letta con la partecipazione dei figli delle famiglie, dei membri delle organizzazioni della società civile e dei rappresentanti dei partiti politici.
Kamîran: E anche dall'esterno della regione è arrivata un'analisi specialistica.
Ronahî: La scrittrice e giornalista egiziana Nisrîn Maatûk, che si occupa di disturbi comportamentali e autismo, afferma che quando la lingua dell'istruzione viene imposta a un bambino, questo influisce sulla sua psicologia, sul suo rendimento scolastico e sul riconoscimento della propria identità.
Proteste economiche in Siria
Ronahî: A Damasco la gente ha manifestato davanti alla sede del parlamento contro la situazione economica e l'aumento del prezzo del carburante. Sui cartelli si leggeva che dopo due anni di promesse povertà e disoccupazione sono aumentate e gli ospedali non forniscono servizi.
Ronahî: Manifestazioni analoghe si sono tenute anche a Deir ez-Zor e a Hasaka.
Kamîran: Queste proteste sono legate a una decisione ufficiale sui prezzi.
Ronahî: Sì. Il ministero dell'energia siriano ha comunicato tre prezzi diversi per il gasolio. Il gasolio di qualità, utilizzato per il riscaldamento e l'agricoltura, costa centocinque lire siriane nuove al litro, cioè undicimilacinquecento lire vecchie.
Kamîran: E a Til Temir c'è un altro problema della stessa catena: la nuova valuta in sé.
Ronahî: Esatto. I forni hanno iniziato a vendere il pane con la nuova valuta, ma la nuova moneta non è ancora sufficientemente disponibile. Per questo un'iniziativa civica a Til Temir aiuta i residenti a cambiare il denaro e acquistare il pane.
Ronahî: Anche a Deir ez-Zor, nelle zone di Abu Hamam e Kashkiye, l'associazione educativa dell'Eufrate ha annunciato la sospensione delle lezioni e l'avvio di uno sciopero aperto, contro la decisione di annullare l'associazione stessa.
Afrin: la campagna "La mia casa è il mio diritto"
Kamîran: Dall'economia passiamo al diritto alla casa: ad Afrin è partita una campagna digitale.
Ronahî: I residenti di Afrin, con l'iniziativa di attivisti e giornalisti locali, hanno lanciato una campagna intitolata "La mia casa è il mio diritto". Chiamano l'attenzione sulle case ancora nelle mani di altri residenti e chiedono l'accelerazione delle procedure per la restituzione di quelle case ai proprietari.
Kamîran: Cioè il tema non è nuovo, ma lo è il modo di avanzare la richiesta: con un hashtag, sui social network.
Ronahî: Infatti. La campagna è partita ieri. Nel rapporto che abbiamo a disposizione non si indica quale istituzione competente risponderà, né il numero delle case le cui pratiche sono ancora aperte.
Le elezioni in Svezia
Kamîran: E chiudiamo la trasmissione dall'Europa: in Svezia è cambiato il governo.
Ronahî: I risultati delle elezioni parlamentari del tredici settembre sono stati resi pubblici. Il blocco di opposizione centrista di sinistra ha ottenuto centosettantasei seggi, il blocco di destra guidato dal primo ministro Ulf Kristersson centosettantatré seggi.
Kamîran: Tre seggi: una differenza molto stretta.
Ronahî: Sì, e dopo i risultati Kristersson ha presentato le dimissioni e ha inviato un messaggio al presidente del parlamento attraverso i social media.