
giovedì 8 ottobre
A Quneitra un giovane ferito e rilasciato, a Kirkuk una condanna per un poster.
Israele ha rilasciato il giovane ferito a Quneitra
Kamîran: Anche ieri le azioni israeliane nel sud della Siria erano state argomento del nostro notiziario. Oggi c’è un episodio nuovo.
Ronahî: Secondo il Centro siriano per il monitoraggio dei diritti umani, una forza israeliana è entrata questa mattina nel piccolo centro di Jubata al-Khashab, nel nord della provincia di Quneitra, ha aperto il fuoco, ha ferito un giovane e lo ha arrestato.
Ronahî: Il giovane era rimasto ferito alla gamba. Il Centro riferisce che lo hanno portato con una benda in un luogo sconosciuto, poi lo hanno rilasciato e trasferito in ospedale.
Kamîran: Quindi è stato ferito e per un po’ non si sapeva dove si trovasse.
Ronahî: Esatto. Altre segnalazioni parlano di due altri giovani della campagna di Quneitra, rilasciati oggi. Erano stati arrestati nella zona cuscinetto nel sud della Siria, due giorni dopo una sparatoria. Per entrambi gli episodi esistono solo fonti locali e del centro di monitoraggio; non c’è alcuna spiegazione israeliana nelle notizie.
A Kirkuk una condanna per un insegnante a causa di manifesti
Kamîran: Ora passiamo a Kirkuk. Lì c’è un caso che è partito dai manifesti ed è arrivato in tribunale.
Ronahî: Un insegnante di nome Hoşmend Hemîd, residente nel quartiere Kurdistan di Kirkuk, ha affisso per strada manifesti del comandante Ziyad Heleb. Ziyad Heleb aveva perso la vita in Rojava il dieci gennaio duemilaventisei.
Ronahî: Dopo l’affissione dei manifesti, Hemîd è stato arrestato, poi rilasciato, ma il suo processo è proseguito. Il tribunale di Kirkuk ha ora emesso una condanna nei suoi confronti.
Kamîran: Cioè un fascicolo nato da un manifesto si è concluso con una sentenza del tribunale.
Ronahî: Esatto. Ma quale sia la pena e in base a quale articolo il tribunale abbia deciso non viene detto nelle notizie.
A Hasaka l’incontro di Mazlûm Ebdî sulle forze di sicurezza
Ronahî: Mazlûm Ebdî, ora consigliere della presidenza siriana, ha incontrato a Hasaka alcuni ufficiali delle Forze di sicurezza interna.
Ronahî: Secondo le notizie, si è parlato degli ultimi sviluppi del processo di integrazione di queste forze, della situazione attuale e della fase successiva.
Kamîran: Il suo nuovo titolo, consigliere della presidenza siriana, di per sé parla di quel processo.
Ronahî: Oltre a questo, le notizie hanno solo sottolineato il ruolo di queste forze nella tutela della sicurezza e della stabilità; non è stata annunciata alcuna decisione nuova.
Protesta contro la limitazione delle lezioni di curdo
Kamîran: C’è un’altra questione siriana: l’istruzione in curdo.
Ronahî: Il ministero dell’Istruzione del governo di transizione siriano ha deciso di limitare le lezioni di curdo a tre ore alla settimana. La decisione è stata ampiamente criticata e molte persone chiedono che venga ritirata.
Ronahî: A Terbespiyê i dirigenti dei partiti politici affermano che l’istruzione nella lingua madre è un diritto legittimo. Dal ministero non c’è alcuna risposta a queste critiche nelle notizie.
La Siria valuta un aiuto militare all’Arabia Saudita
Kamîran: E infine una notizia che collega la Siria alla guerra nello Yemen.
Ronahî: Secondo un funzionario statunitense e uno siriano, la Siria sta valutando con cautela la possibilità di fornire aiuto militare all’Arabia Saudita contro gli Houthi. Il funzionario statunitense afferma che l’Arabia Saudita ha chiesto alla Siria di inviare forze.
Kamîran: Ma non è ancora una decisione.
Ronahî: No. Si tratta solo di dichiarazioni di funzionari i cui nomi non vengono resi noti, e Damasco non ha comunicato ufficialmente nulla.