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venerdì 6 novembre

YNK si ritira dal governo della Regione del Kurdistan e continua il ritorno dei rifugiati

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La YNK decide il ritiro dal governo

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Kamîran: Ieri abbiamo parlato dell'inizio dei lavori del parlamento a Erbil, ma oggi dall'Unione Patriottica del Kurdistan è arrivata un'iniziativa inattesa.

Ronahî: Il consiglio direttivo della YNK, presieduto da Bafil Talabani, si è riunito e a maggioranza ha deciso di ritirarsi dal governo della Regione del Kurdistan e di non riconoscere il parlamento.

Ronahî: Bafil Talabani, in un messaggio video, ha dichiarato che per formare un governo solido ha visitato Erbil più di quindici volte, ma ogni volta gli incontri sono stati annullati e si è impedito di raggiungere un risultato.

Kamîran: Questo passo arriva dopo tentativi falliti di accordo ed è il segno di una profonda crisi politica tra i due principali partiti.

Le proteste studentesche per la lingua curda si ampliano

1:12

Kamîran: Anche in molte città del nord e dell'est della Siria continua la reazione degli studenti contro la decisione del ministero dell'Istruzione del governo provvisorio.

Ronahî: Dopo l'attacco di ieri ad al-Hasaka, oggi a Tell Tamer, Rmelan e Derik gli studenti sono scesi in piazza chiedendo l'istruzione nella lingua madre e la sua ufficializzazione nella costituzione.

Ronahî: A Derik la studentessa Yasmin Ismail ha letto una dichiarazione chiedendo che si indaghi sull'intervento ad al-Hasaka. Anche a Tell Tamer si è riunito il Consiglio del Congresso Star, condannando l'attacco contro gli studenti.

Kamîran: Gli studenti che hanno completato tutti gli studi in curdo considerano la limitazione della lingua madre una violazione del loro diritto fondamentale.

Continua il ritorno dei rifugiati di Ras al-Ayn

1:57

Ronahî: D'altra parte, continua il processo di ritorno della popolazione di Ras al-Ayn che si trovava nei centri di al-Hasaka. L'ottava carovana, composta da circa quattrocentoquarantasette famiglie, è arrivata nelle sue zone.

Kamîran: Ieri era partita anche la settima carovana.

Ronahî: Sì, anche quella carovana era composta da trecentosettanta famiglie e si dirigeva verso settantacinque villaggi nelle campagne di Ras al-Ayn, Zirgan e Tell Tamer. Il membro del Parlamento siriano Yasir Mansur ha fatto sapere che si trovano lì per monitorare la sicurezza del ritorno nell'area.

Scioperi di massa in Francia; dimissioni del presidente in Paraguay

2:33

Kamîran: Anche fuori dalla regione si sono verificati due importanti eventi sociali e politici.

Ronahî: In Francia, su invito dei sindacati, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza. Il ministero dell'Interno ha indicato il numero dei manifestanti fuori Parigi in duecentosettantamila persone, ma la Confederazione Generale del Lavoro ha comunicato che solo in settantatré città hanno partecipato più di duecentocinquantamila persone.

Ronahî: Dall'altra parte del mondo, il presidente del Paraguay Santiago Peña, dopo la crisi legata al crollo della banca Ueno e alla perdita di milioni di conti cittadini, ha annunciato le dimissioni dall'incarico per la stabilità del paese.

Tre persone hanno perso la vita negli attacchi su Gaza

3:14

Kamîran: E a Gaza anche gli attacchi israeliani su varie zone hanno lasciato vittime.

Ronahî: Nel centro di Gaza, in un attacco con drone vicino al comune di Zawaida, una persona ha perso la vita; altrove un giovane è morto a seguito del bombardamento di un campo di rifugiati e un'altra persona è rimasta gravemente ferita.

Ronahî: Secondo fonti locali, anche nella zona di al-Mawasi a Khan Younis una tenda per rifugiati è stata colpita da colpi d'arma da fuoco e una donna di nome Nura Sulayman Muhammad Shawaf ha perso la vita.

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