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martedì 22 settembre

Le proteste per l’insegnamento in curdo continuano a Qamishlo mentre gli attacchi israeliani si intensificano a Dera

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L’istruzione nella lingua madre

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Ronahî: Le proteste contro la decisione del ministero dell’Istruzione del governo di transizione siriano proseguono. Il provvedimento è stato adottato il ventisette agosto e ha limitato l’insegnamento della lingua curda a tre ore settimanali.

Ronahî: Oggi l’Accademia di studi pedagogici di Qamishlo ha rilasciato una dichiarazione davanti alla sede dell’UNHCR alla quale hanno partecipato decine di studenti e membri dell’accademia. Nel comunicato si afferma che il diritto all’istruzione nella lingua madre non può essere dimezzato né ridotto a tre lezioni.

Kamîran: Dunque il punto centrale non è il numero delle ore, ma il fatto che questo diritto venga regolato da un atto amministrativo.

Ronahî: Esatto. E la questione non si limita a Qamishlo. Anche la Piattaforma europea dell’Unione nazionale delle donne curde ha diffuso un comunicato nel quale afferma che la lingua è un diritto umano fondamentale e chiede che il curdo venga garantito costituzionalmente.

Ronahî: Domani, alle undici e trenta, è prevista una grande marcia davanti allo stadio di Qamishlo. L’iniziativa è stata lanciata dall’Iniziativa popolare della Jazira e si prevede la partecipazione di manifestanti provenienti da Derik, Amuda, Dirbesiye, Tell Tamr e da altri distretti della provincia di Hasaka.

Kamîran: Queste manifestazioni si sommano alle proteste economiche di questa settimana. Anche ieri a Qamishlo la gente è scesa in strada…

Ronahî: e oggi di nuovo. Nonostante la chiusura dei negozi, decine di residenti si sono riuniti nel mercato centrale e con striscioni hanno chiesto soluzioni ai problemi del sostentamento, dell’elettricità e dei servizi. Anche la Federazione delle organizzazioni per i diritti umani siriane ha diffuso un comunicato invitando le organizzazioni a garantire il diritto alla protesta pacifica.

Omicidi e attacchi armati a Hasaka e Qamishlo

2:20

Ronahî: Nella provincia di Hasaka si sono tenute ampie manifestazioni dopo la morte di Sami Sheikh Mus Hiso, membro della Brigata Hasaka, noto anche come Sîpan Hezani.

Ronahî: Secondo le informazioni, prima di perdere la vita era stato rapito da un gruppo armato e portato nel villaggio di Adlana, nei dintorni di Ras al-Ayn. I manifestanti hanno condannato con fermezza l’episodio.

Kamîran: E ancora non sappiamo chi sia il responsabile né se sia in corso un’indagine: si tratta di un vuoto importante in questo caso.

Ronahî: Nel frattempo, il comando delle forze di sicurezza interna di Hasaka ha comunicato che un attacco è stato condotto contro una squadra delle forze di protezione delle strutture sulla strada Qamishlo-Hasaka, vicino all’Università agraria.

Ronahî: Secondo il comunicato, due aggressori non identificati, in moto, hanno aperto il fuoco nella notte e un membro delle forze ha perso la vita.

Kamîran: Due episodi in due giorni, entrambi nella stessa zona. Anche un movimento riformista siriano ha parlato di questa situazione, vero?

Ronahî: Sì. Ha invitato a evitare che questi eventi generino divisioni nazionali e religiose nella regione.

Attacchi israeliani a Dera e Quneitra

3:35

Ronahî: L’esercito israeliano ha bombardato i dintorni dei villaggi di Abidin, Meriya e Arida nella zona del bacino dello Yarmuk, a ovest di Dera. Secondo fonti locali, circa sette proiettili di obice sono caduti vicino a un gregge di capre e circa quindici capre sono morte.

Kamîran: Questa volta non sono state segnalate vittime tra i civili, ma si tratta della stessa area della quale parlavamo ieri riguardo a Quneitra.

Ronahî: Esatto, e oggi a Quneitra una forza israeliana con circa nove veicoli militari si è diretta verso l’area del villaggio di Rasim al-Halabi, dove ha istituito un posto di controllo e ha perquisito civili.

Ronahî: Prima di questo, le forze israeliane avevano arrestato un pastore nella campagna di Quneitra e lo hanno rilasciato dopo alcune ore. Il motivo della detenzione non è stato comunicato.

Due esplosioni nella campagna di Aleppo

4:26

Kamîran: Nella provincia di Aleppo sono state registrate oggi due esplosioni.

Ronahî: La prima si è verificata nel quartiere industriale della città di Manbij, a est di Aleppo, e ha causato la morte di una persona. La causa non è ancora stata chiarita.

Ronahî: La seconda è avvenuta all’alba nella zona di Al-Hadba, a sud della provincia, vicino al villaggio di Al-Is. Secondo le prime informazioni, almeno quattro civili sono rimasti feriti e si dice che l’esplosione sia avvenuta in un magazzino dove erano custodite munizioni.

Kamîran: Dunque in entrambi i casi la causa non è stata ancora ufficialmente chiarita.

Attacco aereo pakistano in Afghanistan

5:04

Ronahî: L’amministrazione talebana ha riferito che in un attacco aereo condotto da aerei da combattimento pakistani nella provincia orientale afghana di Kunar tre civili hanno perso la vita e quattro persone sono rimaste ferite.

Kamîran: E a che ora parliamo?

Ronahî: Il portavoce della direzione della sicurezza di Kunar, Farid Dehqan, ha detto che l’attacco è avvenuto lunedì alle tre e trenta nel distretto di Nurgal. Finora queste informazioni sono state fornite solo dalle autorità afghane.

L’acqua a Hasaka

5:34

Ronahî: Nonostante il pompaggio dell’acqua dalla stazione di Alouk sia ripreso, molti quartieri di Hasaka sono ancora senza acqua.

Kamîran: Dunque il problema non è più alla stazione, ma all’interno della città.

Ronahî: Sembra di sì. I residenti dicono che vanno riparati i guasti nelle reti di pompaggio e nelle condutture. Mohamed Al-Attiya, residente del quartiere Al-Nasra, ha spiegato che il quartiere si trova in altura e l’acqua non arriva. Anche la direzione generale delle acque ha comunicato che sta lavorando alla questione.

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