
mercoledì 23 settembre
A Qamishlo migliaia scendono in strada per l’insegnamento in curdo
Manifestazione per la lingua curda
Ronahî: A Qamishlo migliaia di persone si sono radunate davanti allo stadio cittadino per chiedere il diritto all’insegnamento in lingua curda. La manifestazione era stata indetta da un’iniziativa popolare della regione della Jazira e il suo slogan era: la nostra lingua è la nostra identità.
Ronahî: I partecipanti non arrivavano solo da Qamishlo; sono venuti da Hassakè, Derik, Amuda, Dirbêsiyê, Çilaxa, Tall Tamr, Tirbespî e Girkê Legê. Studenti, insegnanti e abitanti di diversi ceti sociali hanno preso parte all’evento.
Kamîran: Ieri abbiamo già parlato dello stesso argomento. La novità è che ora questa richiesta è uscita nelle strade e vi partecipano persone provenienti da tutti i distretti della regione.
Ronahî: È così. Il motivo del malcontento è una decisione del ministero dell’istruzione del governo ad interim, emessa il ventisette agosto, che limita le lezioni di curdo a tre ore settimanali. I manifestanti hanno dichiarato che le azioni continueranno finché le loro richieste non saranno accolte, e chiedono che la lingua curda sia protetta nella costituzione della Siria.
Kamîran: E si sente anche la voce diretta degli studenti.
Ronahî: Sì. A Hassakè gli studenti di una scuola cittadina sono scesi in piazza contro la riduzione delle ore di curdo. La studentessa Merwa Dawid ha detto che intendono difendere con determinazione questo diritto.
Uccisione di Sîpan Hiznî
Ronahî: Sîpan Hiznî, combattente della Brigata di Hassakè, è stato rapito il dieci settembre da un gruppo armato e in seguito ha perso la vita.
Ronahî: Finora nessuno è stato arrestato e i sospettati sono ancora in libertà. Il consigliere della tribù Jabbur, Ekrem El-Mehşûş, afferma che tutte le persone coinvolte devono essere processate.
Kamîran: Cioè sono passate due settimane e le indagini non hanno ancora prodotto risultati.
Ronahî: Secondo le informazioni disponibili, no. Il presidente dell’Unione degli intellettuali della regione della Jazira, Yûsif Kûtî, sostiene che alcuni attori minacciano il processo di integrazione in Siria, ma si tratta di una sua valutazione personale, non del risultato di un’inchiesta ufficiale.
Attacco armato a una scuola di Manisa
Kamîran: Passando dalla Siria alla Turchia, c’è una notizia grave da un distretto della provincia di Manisa.
Ronahî: Nel distretto di Turgutlu, davanti a un istituto tecnico-professionale, un uomo armato ha sparato all’impazzata senza che il movente sia stato ancora chiarito.
Ronahî: Il sindaco di Turgutlu, Çetîn Akin, ha riferito che uno studente ha perso la vita e altri quattro sono rimasti feriti.
Kamîran: Il motivo dell’attacco e le sorti del sospettato non sono ancora chiari.
Ronahî: È vero, su questi punti non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali.
Unificazione delle forze peshmerga
Ronahî: A Erbil, con la partecipazione del presidente della regione del Kurdistan, Nêçîrvan Barzanî, è stato mosso un passo verso l’unificazione delle forze peshmerga.
Kamîran: E questo passo ha ricevuto riscontri anche all’estero.
Ronahî: Sì. Il consiglio direttivo del Congresso nazionale del Kurdistan ha valutato positivamente l’iniziativa e ha invitato a formare il nuovo governo della regione del Kurdistan nel più breve tempo possibile.
Ronahî: Nello stesso periodo, in Iraq, una delegazione militare di alto livello guidata dal capo di stato maggiore dell’esercito iracheno, Ebdulemîr Reşîd, ha compiuto una visita a Sinjar per monitorare la situazione della sicurezza e dei servizi.
Attacco missilistico in Ucraina
Kamîran: Passiamo ora a una notizia proveniente dall’estero.
Ronahî: In un attacco missilistico russo contro un impianto industriale civile in Ucraina, quattro persone hanno perso la vita e sette sono rimaste ferite.
Kamîran: Che tipo di impianto era?
Ronahî: Il più grande produttore di tubi dell’Ucraina. L’azienda ha precisato che l’attacco è stato condotto con un missile balistico, ha danneggiato macchinari e infrastrutture di produzione e ha causato l’arresto delle attività.