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venerdì 2 ottobre

I resti di venticinque yazidi di Shengal sepolti dopo dodici anni

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A Koço sepolti i resti di venticinque vittime

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Ronahî: Nel villaggio di Koço, a Shengal, oggi è stata sepolta la nona carovana delle vittime del genocidio di agosto duemilaquattordici. I resti di venticinque persone, estratti dalle fosse comuni dal duemiladiciannove, sono stati consegnati alle loro famiglie.

Ronahî: I resti erano usciti due giorni fa dall’Ufficio di medicina legale di Baghdad ed erano stati portati a Mosul; oggi, alle dieci, sono partiti da lì e sono arrivati a Shengal.

Kamîran: Dopo dodici anni, le famiglie si sono di nuovo riunite su quelle tombe.

Ronahî: Finora decine di persone provenienti dalle fosse comuni di Koço sono state identificate e sepolte nel loro villaggio, ma il processo di identificazione non è ancora del tutto concluso.

Una delegazione di Haseke a Damasco per l’unificazione della sicurezza

1:12

Kamîran: Da Shengal passiamo al Kurdistan occidentale e alla capitale della Siria, dove si stanno compiendo nuovi passi amministrativi.

Ronahî: Una delegazione governativa della provincia di Haseke, guidata dal consigliere presidenziale Mazlum Abdi, è partita per Damasco. Nella delegazione c’era anche il comandante delle Forze di sicurezza interna di Haseke, Marwan Ali.

Ronahî: Gli incontri si tengono al ministero degli Interni e l’obiettivo è completare le procedure di unificazione delle forze di sicurezza, secondo l’accordo del ventinove gennaio di quest’anno firmato tra l’amministrazione di transizione e le Forze democratiche siriane.

Kamîran: Nella stessa regione è emersa anche una nuova posizione militare.

Ronahî: La brigata di Haseke, terza brigata della seconda divisione dell’esercito siriano, è stata dislocata in tre punti: sul monte Kawkab, a Qisirk e a Til Beyder. I combattenti della brigata hanno completato ventun giorni di addestramento all’accademia militare.

A Cizire continua la protesta contro la limitazione delle lezioni di curdo

2:14

Kamîran: Ieri abbiamo parlato del malcontento di studenti e insegnanti contro la decisione del ministero dell’Istruzione; oggi la protesta si è estesa ad altre zone.

Ronahî: Nelle città di Til Temir e Dirbesiyê, oltre che nelle campagne di Eliyan e nel villaggio di Dêrûna Axê, sono scesi in piazza studenti, famiglie e insegnanti. A nord di Til Temir, gli insegnanti della scuola di El Mensef hanno rilasciato una dichiarazione e hanno respinto questa limitazione.

Kamîran: Qual è la richiesta principale?

Ronahî: Chiedono l’annullamento della decisione che limita la lingua curda a sole tre ore settimanali, la garanzia del diritto all’istruzione nella lingua madre e che questa sia coperta da una tutela costituzionale.

A Deir ez-Zor esplosione a un posto di controllo e incidente stradale

2:59

Ronahî: Nella campagna occidentale di Deir ez-Zor si sono verificati due incidenti distinti. Nella cittadina di Jazrat al-Bu Hamid, una bomba adesiva esplosa all’interno di un’auto a un posto di controllo ha provocato un incendio; due persone sono rimaste ferite.

Ronahî: Sempre nello stesso lato ovest, nella città di Shumaytiyya, un autobus e un camion si sono scontrati e diversi passeggeri sono rimasti gravemente e lievemente feriti.

Kamîran: È stata una giornata difficile sulle strade della regione.

Dichiarazioni ufficiali sull’ipotesi di incontro con Hezbollah

3:32

Kamîran: Un’altra notizia che ha suscitato un dibattito diplomatico è l’ipotesi di incontri segreti in Turchia.

Ronahî: L’agenzia Reuters aveva riferito che a settembre, in Turchia, si sarebbero tenuti incontri tra funzionari del governo di transizione siriano e Hezbollah libanese.

Ronahî: Sia il ministero dell’Informazione siriano sia la presidenza della comunicazione turca hanno respinto completamente queste informazioni, affermando che non si è tenuto alcun incontro di questo tipo.

Attacco con droni aerei al campo Azadi a Koye

4:03

Ronahî: Nel Kurdistan meridionale, l’esercito iraniano ha attaccato con droni del tipo Hadid il campo Azadi del Partito democratico del Kurdistan iraniano nella zona di Koye, nella provincia di Erbil.

Kamîran: Ci sono informazioni sui danni?

Ronahî: Secondo le prime informazioni non ci sono state vittime.

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