Notizie del giorno

domenica 4 ottobre

In Siria il dibattito sulle lezioni di curdo si approfondisce, un attacco a un veicolo vicino a Damasco.

6:14
0:006:14

Richiesta di garanzia costituzionale per le lezioni di curdo

0:26

Kamîran: Ieri parlavamo delle proteste contro la limitazione delle lezioni di curdo. Oggi il dibattito fa un passo avanti.

Ronahî: Secondo le notizie, il ventisette agosto il ministero dell’Istruzione del governo di transizione siriano ha deciso che la lingua curda nelle scuole statali venga insegnata per sole tre ore settimanali. La decisione ha provocato manifestazioni nelle zone a maggioranza curda.

Ronahî: Nello stesso periodo, sempre secondo le stesse notizie, più di centottantacinquemila studenti siriani hanno scelto di seguire l’istruzione in lingua curda.

Kamîran: Ma queste tre lezioni sono davvero un taglio o un primo riconoscimento?

Ronahî: I rapporti parlano in due modi. Alcuni definiscono la misura un taglio, altri dicono che il governo ha accettato di insegnare tre lezioni e che i voti confluiranno nella media generale degli studenti. L’avvocata Bashira Jamal al-Din afferma che queste tre lezioni non vanno viste come una svalutazione della lingua, ma chiede che tutte le materie siano offerte anche in curdo in ogni ciclo di studi.

Ronahî: Jamal al-Din invita i partiti curdi e gli esperti di lingua a unire gli sforzi per rendere ufficiale il curdo. Anche Zuleikha Abdi dell’Accademia per le ricerche educative ha detto che questo diritto va garantito nella Costituzione e ha sottolineato il ruolo importante delle donne, quindi madri, insegnanti e studentesse, nella tutela della lingua.

Attacco a un veicolo a Qalamoun

1:53

Ronahî: Nella notte tra venerdì e sabato, a Ras al-Ma’arra, nella zona montuosa di Qalamoun vicino a Damasco, un veicolo è stato bersaglio di un attacco armato.

Ronahî: Nel conflitto a fuoco contro il veicolo tre persone hanno perso la vita e altre sette, tra cui bambini piccoli, sono rimaste ferite.

Kamîran: Anche bambini sono tra i feriti. E gli assalitori?

Ronahî: I rapporti non dicono chi abbia sparato né si conosce il movente. Anche i numeri non coincidono: il titolo parla di quattro persone, ma il testo ne indica tre.

Hegseth all’Iran, esplosione a Hormuz

2:28

Ronahî: Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha detto che la missione militare americana in Iran non durerà a lungo e che tutte le opzioni restano sul tavolo. Secondo lui, Donald Trump ha dato all’Iran diverse opportunità e ha invitato Teheran a prendere la “decisione giusta”.

Ronahî: Hegseth ha anche affermato che l’Iran non controlla lo stretto di Hormuz, mentre l’America sì.

Kamîran: E lo stesso giorno arriva un’altra notizia dallo stesso stretto.

Ronahî: Sì. Un’agenzia di stampa iraniana ha riferito che vicino all’isola di Qeshm si è sentito il boato di una grande esplosione. Non sono state indicate né la causa né eventuali danni. Nei rapporti non si stabilisce alcun legame tra questa esplosione e le parole di Hegseth.

Arresti e posti di blocco a Quneitra

3:16

Ronahî: A Quneitra le forze israeliane sono entrate nel villaggio di Hamidiyyeh e hanno arrestato un giovane. Secondo il Centro siriano per la sorveglianza dei diritti umani, il ragazzo è stato portato in un luogo sconosciuto e rilasciato dopo alcune ore. Il motivo dell’arresto non è stato reso noto.

Ronahî: A sud di Quneitra una pattuglia formata da due carri armati e tre veicoli militari è entrata a Sayda Hanout e ha istituito un posto di blocco temporaneo nelle vicinanze. In un’altra operazione, nel villaggio di Meiriyyeh della regione dello Yarmouk, è stato arrestato un altro giovane.

Kamîran: Quindi in un solo giorno arresti in due villaggi diversi e in entrambi i casi il motivo è ignoto.

Ronahî: Nelle vicinanze, a nord di Daraa, un giovane è rimasto ferito dall’esplosione di una mina residuata bellica ed è stato trasportato in ospedale.

Conferenza di Bruxelles: un comitato per la rappresentanza dei curdi

4:09

Kamîran: Lasciamo la Siria e andiamo in Europa, dove si è discusso del posto dei curdi alle Nazioni Unite.

Ronahî: Su invito del Congresso nazionale del Kurdistan, una conferenza si è tenuta in un’università di Bruxelles. Vi hanno partecipato rappresentanti di partiti, accademici e giuristi provenienti dalle quattro parti del Kurdistan e da vari paesi. Ha preso la parola anche l’ex ministro degli Esteri islandese Ögmundur Jónasson.

Ronahî: Nella dichiarazione finale si è chiesto che i curdi siano riconosciuti come nazione alle Nazioni Unite e vi partecipino come osservatori nelle sue agenzie affiliate. È stato annunciato che verrà istituito un comitato e che questo lavoro richiederà tempo.

Il Parlamento svizzero esamina lo status di protezione dei siriani

4:52

Ronahî: In Svizzera il Consiglio nazionale ha approvato ieri, senza voti contrari, una mozione che chiede al governo federale di preparare un piano obbligatorio per l’asilo e il rimpatrio e di dare attuazione alle decisioni di espulsione riguardanti i cittadini siriani.

Kamîran: Cosa significa per i siriani che vivono lì?

Ronahî: La mozione chiede anche che le decisioni di protezione già esistenti siano riesaminate. Quindi non solo le nuove domande, ma anche chi ha già ottenuto protezione rientra in questa valutazione.

Ucraina e Russia: raffinerie e Kharkiv

5:24

Ronahî: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che non colpirà obiettivi civili in Russia, ma risponderà all’intensificarsi degli attacchi russi colpendo le raffinerie di petrolio. Ha citato attacchi a edifici residenziali, linee ferroviarie e impianti energetici.

Ronahî: Dall’altra parte, il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver preso il controllo del villaggio di Novaya Kazachya nella regione di Kharkiv. Secondo il ministero, nelle ultime ventiquattr’ore sono stati abbattuti sei missili a guida e seicentottanta droni ucraini.

Kamîran: Questi numeri provengono solo dalla parte russa e entrambe le parti parlano di rispondere agli attacchi dell’altra.

Giorni precedenti